14 11 2016

Hacking Health Milano 2016: anche quest'anno un grande successo



Si è conclusa domenica la seconda edizione del programma di open innovation dedicato all’healthcare coordinato da Attoma.  

147 partecipanti, 48 ore di lavoro non stop, 10 progetti presentati. Sono i numeri dell’hackathon con cui si è conclusa la seconda edizione di Hacking Health Milano, un programma internazionale di innovazione aperta dedicato al mondo dell’healthcare e degli spazi di cura, partito nel 2012 e ad oggi presente in più di 40 città di tutto il mondo. Anche quest'anno, l’edizione milanese è stata coordinata da Attoma.

Ospitata da Cariplo Factory, una comunità di innovatori si è riunita venerdì 11 novembre: medici, infermieri, studenti, coder, designer e maker insieme in un hackathon per ri-disegnare l’esperienza della cura. L’idea è semplice: l’innovazione in sanità è un processo che deve partire dal basso e coinvolgere chi tutti i giorni lavora nelle strutture e chi, fuori e dentro gli ospedali, vive l’esperienza della cura.

medora

Divisi in dieci team multidisciplinari, i partecipanti hanno lavorato tutto il week-end (notte del sabato compresa) per mettere a punto un prototipo che rispondesse a un bisogno specifico: dallo smarrimento dei pazienti nel corso della terapia alla mancanza di informazione pertinente; dall’importanza del monitoraggio anche dopo la guarigione al bisogno di autonomia dei caregiver informali a casa.

Il premio Hacking Health è andato a WATCh-ME un progetto dedicato alle famiglie di bambini da 0 a 3 anni con ritardo e o disabilità mentale. Il team, formato da psicoterapeuti dell’Istituto Medea, designer e ingegneri biomedici, fisici e studenti di psicologia e medicina, ha progettato un device indossabile, dotato di sensori, che aiuta i genitori a casa a svolgere efficacemente le terapie per lo sviluppo delle facoltà cognitive. A WATCh-Me è andato anche il premio «Polihub».



Tra gli altri vincitori: il premio «Re-thinking Systems» è stato assegnato a WIN4ASD, un’applicazione web che permette ai pediatri di base di identificare facilmente i primi segnali critici dello spettro autistico prima dei 18 mesi; il premio «Re-thinking Patients» è stato assegnato, invece, a Medora, concept di prodotto per sostenere l’aderenza alla terapia farmacologica di persone anziane affette da demenza lieve. I-health-you, una web app per aiutare i genitori di bambini con neurolesioni a gestire le cure a domicilio, ha vinto il premio «Re-thinking Care». Il premio «Bicocca» è andato, infine, al team Ad Hoc, che lavorando su un sistema di mappe mobile intelligenti per facilitare l’accesso agli ambulatori, ha dimostrato una particolare sensibilità per l’impatto sociale dell’innovazione digitale in sanità.

Cominciato a gennaio, Hacking Health ha coinvolto nelle fasi di osservazione e analisi delle esigenze più di dieci strutture ospedaliere (di cui alcune patrocinatori del programma) e numerose facoltà dell’Università Bicocca, registrando la partecipazione complessiva di più di 350 persone. Coordinato da Attoma in collaborazione con l’Università di Milano Bicocca, il Polihub e WeMake, il programma è stato reso possibile dall’impegno di Roche, main sponsor di Hacking Health Milano, e da Bioupper, programma di accelerazione nel mondo delle life science che riserverà a due dei progetti presentati il diritto di partecipare alla propria selezione finale. 

Sono parte del network: ITIA-CNR, il progetto della Commissione Europea Welcome Startup, il TAV (Cluster lombardo per gli ambienti di vita), NEtCongress, Codemotion, il Cluster, Assolombarda, la Fondazione Filarete, Agenas, InnovitsLab, Panakès, IAG, la Società Italiana di Pneumologia e la Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica.